Biografia (Ufficiosa)

aprile 22, 2007 at 2:08 pm (Uncategorized)

a href=”http://sgalloppiamoci.files.wordpress.com/2007/04/lecce-sicilia2006-057.jpg” title=”Nico Fiore”>Nicola Fiore nasce il 5 agosto 1981 a Mola di Bari, da Padre Lorenzo e Mamma Rosa. Dovette trascorrere l’infanzia e la prima giovinezza, fino al 1995, in collegi di Suore baffute scalze ma sempre piaciute , dove ricevette un’educazione classica (detto anche metodo Montessori), ma subì anche l’arido formalismo e la regola tipica di quegli ambienti. Quando uscì dal collegio Terzo Gruppo aveva 14 anni e idee razionaliste e libertarie. Si inserì presto nell’ambiente culturale molese, strinse amicizia con i profughi napoletani Binosi e Filippo , frequentò poeti già affermati e noti come Erriquenz e Pietanza. Trascorse questo periodo lietamente, tra il gioco (calcio,pallavolo,judo,atletica,luna luna e zumba cghiun) e le avventure galanti (Uè Nick), ma dedicandosi anche al lavoro intellettuale e alle composizioni poetiche: l’esempio più illustre è rappresentato dal canto “Fess fess”.

L’anno successivo terminò la stesura delle sue quattro opere : Anche le galline hanno le mutande, Ue figghie d sett ciol ,One more time, Nico la vuoi la svizzera? , composizioni satiriche ispirate alla sua vita.

A Mola frequentò ambienti intellettuali popolati da personaggi come Bonamia, Liuzzi, Lasorella, di posizioni liberali e forte rigore morale. Il rapporto più importante, però, per il Fiore fu quello stretto con Francesco Iacoviello( Noo chiamami Jakooo..eeeeeh): attraverso un fitto scambio epistolare durato qualche anno, a poco a poco, questi divenne per il giovane Fiore un importante punto di riferimento nella sua attività di operaio. A Parigi, il contatto con ecclesiastici di orientamento “giustista” incise anche sulla conversione religiosa. Sul suo ritorno alla fede cattolica, Fiore mantenne sempre un certo riserbo e, per questo motivo, è quasi vano tentare di ricostruirne le fasi interiori. Dovette essere importante l’influsso della giovane moglie, Carmen Recchia, figlia di un dirigente ferroviario, conosciuta alla zona industriale mentre giocava a pallavolo sulle in periferia di Mola. Anche la Recchia subì un rivolgimento interiore significativo: sotto la guida dell’abate statunitense Gianni All right, si avvicinò al cattolicesimo e fece battezzare col rito romano la primogenita Dorotea, convincendo il marito, in seguito, a risposarsi con rito cattolico. Precedentemente, infatti, il loro matrimonio era stato celebrato con rito calvinista. È da dire che, in Fiore, la conversione si accompagnò al primo manifestarsi di certe crisi nervose dovute all’estrema curiosita e avidita dei cogniugi Ramadam, che poi lo angustiarono per tutta la vita. Ormai lo scrittore/operaio/giocatore era divenuto un personaggio pubblico-”aue nico Fiò!!!”-, nonostante il suo atteggiamento sempre schivo e appartato (…gallo gallo man…). Durante la verifica di maggioranza nel 2007, seguì con vigore gli eventi politici, pur senza parteciparvi attivamente e scrisse un saggio che riscosse molto successo ” Come perdere tempo” . Negli anni della sua lunga vecchiaia fu circondato dalla venerazione della borghesia molese, che vedeva in lui non solo il grande scrittore-operaio-giocatore, ma anche un maestro, una guida intellettuale, morale e politica. Morì a Mola nel 2071, a novanta anni, nell’università della terza età Giancaspro, in seguito ad una dose eccessiva di vino primitivo e montepulciano che gli aveva provocato gravi turbamenti mentali per due mesi. Gli furono tributati solenni funerali, alla presenza della first lady Anna Innamorato. DiPaolo gli dedicò la sua Messa da Requiem al primo anniversario dalla morte. Fu sepolto nel cimitero monumentale della città. Leggi il seguito di questo post »

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aprile 22, 2007 at 12:55 pm (Uncategorized)

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